Avere un parente con stomia

 

Tutte le persone che ruotano intorno allo stomizzato, in particolare il caregiver, contribuiscono al recupero di una buona qualità di vita.

 

Il rientro a casa dopo l’intervento chirurgico è una fase in cui la persona stomizzata e i suoi familiari devono affrontare tutti gli aspetti sia fisici che psicologici connessi alla nuova condizione.

Se da un lato i momenti più critici correlati alla malattia e all’intervento chirurgico sono stati superati, dall’altro prosegue il percorso di recupero dello stato di benessere e della salute e l’adattamento alla nuova condizione, percorso che coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare.

Ognuno di loro può svolgere un ruolo importante nella ripresa della vita quotidiana:

·         può essere d’aiuto nei momenti di sconforto;

·         può sostenere nello svolgimento delle attività quotidiane;

·         può contribuire a ristabilire le relazioni con gli altri (evitando l’isolamento e altre spiacevoli conseguenze).

È, quindi, opportuno che tutti siano informati sugli aspetti correlati alla presenza della stomia e sulle azioni che si possono intraprendere al fine di favorire il recupero di un livello di qualità di vita soddisfacente.

 

In questo contesto un ruolo particolare è quello svolto dal caregiver che si dedica in particolar modo alla cura ed al sostegno della persona stomizzata.

Il caregiver va informato e formato da parte del personale di assistenza e dallo stomaterapista sugli aspetti di gestione quotidiana della stomia, su come riconoscere precocemente i segni di alterazione della cute peristomale, a gestire gli aspetti dell’alimentazione in rapporto alle caratteristiche delle feci e alle specifiche esigenze dello stomizzato, a contribuire nella gestione di eventuali terapie domiciliari, a rilevare quale fra i dispositivi di raccolta proposti dallo stomaterapista offre maggiore comfort alla persona stomizzata.

È bene precisare che, indipendentemente dal livello di coinvolgimento affettivo, il caregiver può fare davvero la differenza nella vita della persona stomizzata. Le capacità fondamentali da mettere in campo per svolgere in modo efficace questo ruolo sono:

 

·       saper cogliere con attenzione i bisogni espressi e non della persona stomizzata che, a causa della sua condizione, può provare sentimenti di frustrazione e depressione che spesso riversa sulla famiglia o su chi si prende cura di lui;

·       cercare di comprendere le emozioni e i pensieri, talvolta contrastanti, che sta vivendo la persona con stomia;

·       saper sostenere e incoraggiare lo stomizzato a condividere la propria esperienza e i propri pensieri con altre persone che si trovano nella stessa situazione, un comportamento non sempre facile e che richiede coraggio, sicurezza, grinta e forza di parlare senza avere paura del giudizio dei propri cari;

·       offrire aiuto nella gestione del nuovo regime alimentare, ad effettuare l’irrigazione della stomia e il cambio del dispositivo di raccolta, che talvolta risulta semplice durante l’ospedalizzazione ma si dimostra sovente  più difficoltoso una volta rientrati a casa;

·       incoraggiare gli altri componenti della famiglia a partecipare alla gestione della stomia, sia per diminuire il carico di lavoro delle persone maggiormente coinvolte sia per offrire alla persona stomizzata più figure di sostegno;

·    stimolare le persone accanto allo stomizzato ad esprimere le proprie paure, preoccupazioni, rabbia e risentimento senza vergogna, in quanto sono da considerarsi sentimenti fisiologici al cambiamento improvviso causato dalla malattia e dalla nuova condizione del proprio familiare.  



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