Come funziona la stomia

 

Prima dell’intervento, pazienti e familiari hanno diritto a ricevere informazioni dai sanitari su cos’è la stomia, i motivi che l’hanno resa necessaria e come gestirla.

 

Le informazioni su cos’è la stomia, i motivi che l’hanno resa necessaria e come gestirla, oltre ad essere un diritto per altro sancito dalla Costituzione Italiana, hanno lo scopo di far acquisire alla persona assistita una maggiore consapevolezza sugli esiti dell’intervento chirurgico così che possa iniziare ad affrontare, anche da un punto di vista psicologico ed emotivo, le trasformazioni fisiche e funzionali con le quali dovrà convivere per un periodo di vita temporaneo o definitivo.

 

La stomia può essere considerata come un nuovo organo deputato all’espulsione delle feci. Una volta prodotte, le feci fuoriescono dalla stomia e confluiscono all’interno di un dispositivo di raccolta dotato di una placca adesiva che, applicata sulla pelle circostante lo stoma, gli conferisce stabilità e sicurezza. Quando è necessaria? L’intervento di realizzazione di una stomia è necessario in presenza di una malattia infiammatoria acuta o cronica, di un tumore dell’intestino o di un trauma, che impongono l’esclusione della via fisiologica di eliminazione per un periodo di tempo temporaneo o definitivo.

 

Già nella fase pre-operatoria è opportuno spiegare al futuro stomizzato e ai suoi familiari come funziona la stomia e come gestirla, cioè quali cure quotidiane dovranno essere fatte dopo il rientro a casa, come ad esempio svuotare, pulire e cambiare il dispositivo di raccolta.

 

Come e perché prima dell’intervento è necessario scegliere il punto in cui il chirurgo realizzerà la stomia?

 

Il chirurgo e lo stomaterapista prima dell’intervento prevedono un colloquio con il paziente e con i familiari per informarli sul tipo di intervento, sulle motivazioni che indicano il confezionamento della stomia e per chiarire gli eventuali dubbi in merito agli esiti delle cure proposte anche al fine di contenere l’ansia e le paure situazionali.

 

In occasione del colloquio, viene valutato e scelto il punto addominale in cui dovrà essere realizzata la stomia. Questa dovrà possedere i seguenti criteri di appropriatezza:  

·         essere visibile e accessibile al paziente, in modo da consentire la gestione in  autonomia delle cure igieniche della stomia e della cute circostante e la sostituzione del dispositivo di raccolta;

·         essere situata in un punto dell’addome che presenta cute piana e priva di cicatrici, al fine di garantire la corretta adesione della placca del dispositivo di raccolta fino alla sua rimozione;

·         essere realizzata secondo gli standard chirurgici di eccellenza, per evitare la manifestazione di complicanze post-chirurgiche.

 

Il focus del colloquio tra stomaterapista e paziente e le azioni intrinseche a questo momento sono particolarmente orientate a:

·         coinvolgere attivamente il paziente nel processo di valutazione e scelta della sede in cui realizzare la stomia;

·         valutare correttamente l’addome del paziente per identificare il punto in cui verrà confezionata la stomia, al fine di prevenire complicanze secondarie ad un posizionamento improprio;

·         segnare con  una penna dermografica il sito in cui verrà effettuata la stomia;

·         cogliere gli aspetti psico-emozionali del paziente e dei suoi familiari correlati all’intervento chirurgico e alla stomia e dare supporto in base alla situazione rilevata;   

·         dare informazioni sui dispositivi di raccolta e sulle modalità di utilizzo.

 

Già dalla prima sostituzione del dispositivo di raccolta, è importante che il paziente e/o il familiare che se ne prenderà cura svolgano la prima detersione dello stoma e della cute peristomale insieme ad un medico/stomaterapista.

 

Tra gli aspetti fondamentali dell’assistenza post-operatoria, risulta essenziale:

·         che l’assistito e/o il suo familiare ricevano le informazioni per la corretta cura della stomia anche per favorire l’autogestione, l’indipendenza e la capacità di adattamento alla nuova condizione;

·         assicurare l’adesione della placca del dispositivo di raccolta alla cute fino alla successiva sostituzione dello stesso;

·         che il paziente adotti comportamenti alimentari adeguati per ritrovare la regolarità intestinale.

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