Deodoranti per la stomia: quali usare?

 

La maggior parte dei portatori di stomia teme che il dispositivo di raccolta possa emanare cattivi odori. In realtà, esistono soluzioni in grado di tenerli sotto controllo.

 

Tutti i dispositivi di raccolta delle feci sono provvisti di filtri di carbone attivo che impedisce la fuoriuscita di cattivi odori e gas intestinali. A volte, però, la sacca non viene sostituita regolarmente e può accadere che il filtro si bagni o che le feci lo ostruiscano rendendolo non più funzionante.

Un dispositivo di raccolta ben aderente allo stoma non rilascia odori sgradevoli ma, nel caso questi fossero presenti, è bene controllare la presenza di eventuali complicanze come arrossamento e infiammazione della cute peristomale, micosi o altri problemi allo stoma e alla cute peristomale che possono essere la fonte di questi problemi. Come risolverli? Rivolgendosi allo stomaterapista che insieme valuterà la soluzione più appropriata.

 

Deodoranti per i dispositivi di raccolta profumati o inodori

Questa è una delle soluzioni preferite dalla maggior parte degli stomizzati per controllare l'odore del dispositivo di raccolta, perché offre diversi vantaggi rispetto alle altre opzioni: sono pratici, veloci e semplici da utilizzare. Ci sono diverse formulazioni di deodoranti, liquidi o gel, che vengono versati nel dispositivo di raccolta ad ogni cambio della sacca; alcuni sono leggermente profumati, altri invece sono progettati per uccidere i batteri che causano cattivi odori.

 

Deodoranti spray per ambienti

Vengono utilizzati, ad esempio, se si usa un dispositivo di raccolta che svuota le feci nello scarico, col rischio che l’odore si diffonda nell’ambiente. I deodoranti spray per ambienti, però, hanno diversi effetti collaterali:

  • la maggior parte di essi non sono efficaci;
  • possono creare irritazioni oculari e nasali o addirittura, se troppo profumati, mal di testa e colpi di tosse;
  • non possono essere utilizzati in pubblico.

 

Apparentemente utili alla soluzione del problema dei cattivi odori possono essere anche l’acqua ossigenata, le gocce di oli essenziali, l’ammorbidente e il bicarbonato di sodio. Al di là di una risoluzione apparente, tutti questi rimedi casalinghi possono portare a serie complicazioni.

Questo perché il tessuto intestinale interno allo stoma, soprattutto nell’ileostomia, è in grado di assorbire sia le sostanze nutritive che le sostanze chimiche e tossiche come l’acqua ossigenata. Per questo motivo la soluzione “fai da te” può aggiungere soltanto altri problemi.

 

Cambiamento nella dieta

Infine, è bene ricordare come molto spesso i cattivi odori siano dovuti ad abitudini alimentari scorrette. Ci sono cibi, infatti, che una volta arrivati nell’intestino fermentano e producono gas e cattivi odori. Ecco qui la lista nera dei cibi che provocano meteorismo e cattivi odori: aglio, asparagi, cavoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cipolle, rape, sedano rapa, ravanelli, rafano, crauti, peperoni, finocchi, legumi, castagne, frutta secca, melone, peperoncino e altre spezie (pepe, senape, curry, paprika, ecc.), carni affumicate, pesce fritto o conservato, uova, panna montata, frappè, frullati, bevande gassate, birra e superalcolici.

Anche alcuni farmaci o integratori alimentari, come i probiotici, possono influenzare negativamente la produzione di gas intestinale. Non potendo evitare di assumerli, meglio quindi cambiare stile di vita a tavola fino alla risoluzione del problema.

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