Dieta vegana: pro e contro

 

Le diete vegane ben strutturate apportano benefici alla salute, ma possono non essere adatte per tutte le persone portatrici di una stomia.

 

Il numero di persone che scelgono di seguire una dieta vegana è in costante aumento, dettato sia dagli effetti benefici sulla salute che questo stile di vita esercita, che dai principi etici di rispetto per la vita animale e per l'ambiente, perché favorisce l’agricoltura sostenibile e riduce le emissioni di carbonio associate alla produzione della carne. Ma la dieta vegana è sicura? Possono seguirla tutti, inclusi i pazienti che sono andati incontro alla realizzazione di una stomia? Ecco una breve lista di pro e contro di questa scelta nutrizionale.

 

I pro della dieta vegana

 

  • Favorisce la perdita di peso. Uno dei risultati più immediati dell'adozione di una dieta vegana è la perdita di peso e rappresenta uno dei motivi che attira molte persone al veganismo. Una dieta vegana, infatti, è caratterizzata da un minor apporto calorico sia rispetto ad una dieta normale che vegetariana perché, oltre a eliminare la carne ed il pesce, si escludono anche i prodotti lattiero-caseari e le uova che possiedono un alto contenuto di grassi.
  • Riduce il rischio per alcune malattie croniche. La dieta vegana è ancora più efficace della dieta vegetariana nella prevenzione di ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. In virtù del fatto che la dieta vegana è ricca di fibre e povera di grassi saturi, i vegani sono meno inclini all'obesità e hanno pressione sanguigna, glicemia e livelli di colesterolo più bassi rispetto ai vegetariani e a chi segue un’alimentazione normale. Inoltre, l’abbondanza di frutta e verdura fornisce un ricco apporto di antiossidanti, sostanze che proteggono dall’invecchiamento, combattono l’infiammazione e prevengono molte malattie croniche tra cui l’insorgenza di determinati tumori.
  • Maggiore varietà delle proteine del mondo vegetale. I legumi, a differenza dei cereali, sono la fonte di proteine più importante nel mondo vegetale. Hanno un contenuto proteico maggiore, ad alto valore biologico e sono solo un esempio delle numerose forme di fonti proteiche alternative che sono ora disponibili per coloro che non mangiano carne o non consumano latte e derivati.

 

I contro della dieta vegana

 

  • Perdita di peso eccessiva seguita da un nuovo aumento di peso. Dato che la dieta vegana è molto restrittiva, molte persone mostrano una diminuzione del peso improvvisa e rapida, accompagnata da veri e propri attacchi di fame che le spingono a consumare cibi altamente elaborati, ricchi di zuccheri e grassi. Tutto ciò può avere un impatto negativo sulla salute e sul peso. Nelle persone portatrici di stomia, perdite e aumenti rapidi del peso corporeo possono modificare anatomicamente lo stoma, con conseguenze negative sulla sua gestione e la possibilità di andare incontro a complicanze. I nutrizionisti suggeriscono un passaggio progressivo da un’alimentazione varia ad una dieta vegana, soprattutto per coloro che affrontano l’esperienza per la prima volta.
  • Carenza di alcuni nutrienti essenziali. Se non viene seguita in modo adeguato e con il supporto di un nutrizionista o di un dietologo, la dieta vegana può portare a deficit nutrizionali per la riduzione dell'assorbimento di alcune sostanze essenziali, importanti per la salute e che il corpo da solo non riesce a produrre da solo. Per le persone già a rischio di carenze nutrizionali a causa di patologie intestinali, soprattutto croniche, l’uso di integratori alimentari a fianco ad una dieta vegana può non essere sufficiente. Inoltre, l’eccessivo apporto di fibre può influenzare il transito delle feci nel colon e alterare la regolarità intestinale. Eliminare latte e derivati dalla dieta, ad esempio, riduce gran parte delle fonti alimentari di calcio, anche se questi prodotti vengono sostituiti con la soia e cereali, che contengono rispettivamente isoflavoni e vitamina D, attivi nella salute delle ossa. La carenza di vitamina B12, ottenuta principalmente da alimenti di origine animale, è quella più preoccupante nella dieta vegana. Per fronteggiare questa carenza, i vegani assumono vitamina B12 da integratori alimentari o da cibi fortificati come il latte vegetale, i cereali per la colazione e i prodotti a base di soia. Tuttavia, i quantitativi di vitamina B12 presenti in questi alimenti alternativi sono molto variabili e non possono garantire un apporto sufficiente di questo nutriente essenziale.
  • Difficoltà di digestione. La fonte principale di proteine nella dieta vegana è rappresentata dai legumi, che possono causare situazioni di disagio per chi non è abituato a consumarne in grandi quantità. I legumi contengono carboidrati tra cui il raffinosio e lo stachiosio, che vengono digeriti solo parzialmente dall’organismo e, una volta nell’intestino, vengono fermentati dalla flora batterica causando la formazione di gas e cattivi odori, due situazioni imbarazzanti ancor più per le persone portatrici di stomia. Soprattutto nelle prime 6-8 settimane post-intervento, è consigliato limitare il consumo di alimenti ricchi di fibre, per evitare evacuazioni frequenti.

 

Una persona con stomia può seguire una dieta vegana eliminando i prodotti animali dalla propria tavola, prestando però attenzione più di altri alle carenze nutrizionali, selezionando alimenti che favoriscono la regolarità intestinale e affidandosi sempre ad un medico nutrizionista e al proprio stomaterapista per qualsiasi chiarimento nella gestione della nuova dieta e della stomia.

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