Diverticolosi e diverticolite sono la stessa cosa?

 

Scopriamo insieme quali sono le differenze, i sintomi e come vengono gestiti questi due disturbi dell'intestino.

 

Quando pensiamo all’intestino dobbiamo immaginarlo come un tubo molto lungo (fino a quasi 9 metri!) dotato di un rivestimento interno e di muscoli, che si contraggono in modo ritmico, per facilitare il passaggio dei nutrienti da assimilare e delle feci da scartare. Quando, però, la muscolatura intestinale si indebolisce, sia muscoli che rivestimento interno fuoriescono formando delle specie di sacche, chiamate diverticoli.

 

Quali sono le cause della diverticolosi?

La diverticolosi è un disturbo in rapido aumento nei paesi occidentali. La sua “popolarità” è dovuta allo scarso consumo di fibre alimentari nella dieta di tutti i giorni. Le fibre sono i maggiori costituenti di frutta, verdura e grano intero, che non possono essere digeriti completamente dall’organismo e vanno a costituire le feci, facendo sì che siano morbide e facili da eliminare. Una dieta povera di fibre, alla quale si associano ulteriori fattori di rischio come un alto consumo di carni rosse e la stitichezza, porta a formazione di feci dure che, in soggetti predisposti, aumentano la pressione nell’intestino e provocano la formazione dei diverticoli.

La formazione di queste sacche non causa dolore e la maggior parte delle persone scopre di soffrire di diverticolosi durante un esame diagnostico, come una radiografia o una colonscopia, o durante un intervento chirurgico.

 

Cos’è la diverticolite?

Nel tempo, i diverticoli possono favorire il deposito di alimenti e feci dove i batteri trovano un luogo per fermarsi e crescere.  Nel 10-25% dei casi, i diverticoli si infiammano o si infettano. In questi casi, non si parla più di diverticolosi bensì di diverticolite. In pratica, la diverticolite è una complicanza della diverticolosi.

Nella fase acuta, la diverticolite è accompagnata da forti dolori nella parte bassa dell’addome e nella maggior parte dei casi associata a nausea, vomito, febbre, aumento dei globuli bianchi nel sangue e, talvolta, sanguinamento rettale.

Ma la diverticolite non è l’unica complicanza a cui si può andare incontro in presenza di diverticoli intestinali. L’emorragia da diverticolosi è una complicazione piuttosto rara. Quando un diverticolo sanguina, a causa della rottura di un piccolo vaso presente nel diverticolo, le feci si presenteranno con un po’ di sangue. Nei casi lievi, l’emorragia si risolve in breve tempo e non richiede un trattamento, ma in presenza di una consistente perdita di sangue dal retto bisogna consultare il medico per effettuare ulteriori esami, come la colonscopia. Se l’emorragia non si ferma, bisogna recarsi subito al pronto soccorso.

L’infezione cronica del diverticolo, poi, può formare cicatrici che vanno a restringere fisicamente il passaggio alle feci, portando a ostruzione parziale o totale dell’intestino. In questi casi, a seconda della gravità del blocco intestinale, la soluzione può passare dalla terapia medica all’intervento chirurgico d’urgenza.

Anche se raramente, i diverticoli possono perforarsi e il contenuto intestinale può liberarsi infiammando le zone circostanti, causando una peritonite e la necessità di intervenire chirurgicamente. Nei casi più gravi, la diverticolite può richiedere il confezionamento di una colostomia.

 

Ho la diverticolosi, che devo fare?

In presenza di dolori addominali cronici è sempre consigliato consultare un medico, che potrà consigliare opportunamente esami o visite specialistiche a seconda della gravità della situazione.

Il trattamento della diverticolite consiste nel recupero dell’idratazione corretta, avendo perso molti liquidi, riposo a letto e trattamento antibiotico. In alcuni casi è richiesto il ricovero in ospedale.

In caso di diverticolosi priva di sintomi, basta sottoporsi a controlli periodici e si può dormire sonni tranquilli. Grazie a qualche consiglio sullo stile di vita, poi, si può evitare di incorrere in qualsiasi complicanza legata alla diverticolosi, tra cui:

  • seguire una dieta ricca di fibre, assumendone almeno 20-35 grammi al giorno, per favorire la regolarità intestinale e prevenire possibili complicanze;
  • mantenere una corretta idratazione, bevendo circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, per favorire la motilità intestinale e ridurre la permanenza delle feci all’interno del diverticolo, che potrebbero dare il via ad un’infezione;
  • praticare una regolare attività fisica migliora la tensione muscolare a livello addominale. Sono sufficienti 30-40 minuti al giorno per migliorare la peristalsi e favorire l’evacuazione.
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