Gestione della stomia: riconoscere le complicanze

 

La persona con stomia, a causa della modifica funzionale e corporea, presenta dei bisogni di cura sanitari ed assistenziali che aumentano in presenza di complicanze legate alla conformazione e alla funzionalità dello stoma.

 

Le complicanze del complesso stomale, formato dalla stomia e dall’area circostante, possono essere conseguenti ad esiti chirurgici di realizzazione della stomia, a modalità inappropriate di gestione dello stoma care, oltre che a fattori individuali come età, condizioni della cute, obesità, aumento o diminuzione eccessiva del peso corporeo, malattie preesistenti e concomitanti.

È noto ormai da tempo che molti disturbi e complicanze possono essere risolti con terapie locali e/o mediche evitando la cronicizzazione del problema. Per ottenere questi risultati è importante che la persona stomizzata presti attenzione al manifestarsi di particolari condizioni, quali:

·         Dolori intestinali associati a stitichezza e irregolarità nell’evacuazione delle feci. Il problema potrebbe essere conseguente ad abitudini alimentari sbagliate, ad una insufficiente assunzione di liquidi o all’assunzione di farmaci che rallentano la peristalsi intestinale.

·         Arrossamento e infiammazione della cute peristomale, una delle complicanze più frequenti che può essere causata da una gestione errata delle attività di stoma care, da un contatto con le feci che si infiltrano sotto la placca, da una intolleranza ad alcuni componenti del dispositivo di raccolta o a prodotti utilizzati per la gestione della stomia. In ogni caso, è necessario eliminare tempestivamente la causa del problema e adottare i trattamenti opportuni perché la situazione potrebbe evolvere rapidamente con la comparsa di lesioni cutanee più o meno estese e profonde.

·         Micosi, un’infezione fungina provocata da microrganismi chiamati miceti, localizzata nella zona cutanea peristomale e caratterizzata da bruciore, prurito e la presenza di macchie bianche e rossastre diffuse sulla pelle.

·         Ernia peristomale, una complicanza dovuta al cedimento della parete addominale adiacente il complesso stomale. Il sollevamento di pesi e la debolezza dei tessuti addominali sono le principali cause del problema.

·         Retrazione della stomia al di sotto del piano cutaneo, una situazione che rende difficoltosa l’applicazione del dispositivo e la corretta adesione della placca alla cute. A seguito di questa condizione potrebbe essere compromessa la funzione di protezione della cute e di contenzione delle feci da parte del sistema di raccolta, con conseguenti episodi di distacco precoce della placca.

·         Stenosi, che consiste nel restringimento anomalo e progressivo della stomia che potrebbe, talvolta, ostacolare il passaggio delle feci o addirittura rendere dolorosa l’evacuazione.

·         Prolasso della stomia, caratterizzato da uno scivolamento della mucosa intestinale utilizzata per la realizzazione della stomia, che si estroflette in modo abnorme rispetto alla cute addominale su cui è stata suturata chirurgicamente.  

·         Sanguinamento dello stoma, in genere causato da manovre errate durante la pulizia dello stoma o da traumi procurati dalla dimensione troppo stretta del foro della placca. L’assunzione di farmaci anticoagulanti, in associazione o meno a chemioterapici e/o a radioterapia, aumenta la possibilità di sanguinamento della mucosa stomale, che è formata da un tessuto delicato e molto vascolarizzato.

·         Eccessivo aumento/perdita di peso, che può modificare la forma dell’addome e favorire la formazione di pliche e irregolarità nella zona adiacente la stomia; tali irregolarità possono rendere difficile l’autocura della stomia e richiedere la rivalutazione dell’idoneità del presidio in uso da parte dello stomaterapista.

 

È molto importante che la persona stomizzata e/o il suo caregiver siano in grado di riconoscere gli eventuali cambiamenti di aspetto o di funzionalità della stomia e i principali sintomi che li accompagnano, ed è necessario che li comunichino al professionista sanitario di riferimento, affinchè le possibili soluzioni al problema possano essere adottate tempestivamente. Solo in questo modo sarà possibile evitare la cronicizzazione del problema e ottenere il miglior risultato possibile rispetto alla specifica situazione di salute dell’assistito.

 

Il percorso riabilitativo della persona che ha una stomia è molto migliorato nel corso degli anni, grazie all’evoluzione delle conoscenze e delle competenze dei professionisti che intervengono nella realizzazione delle attività insite in questo processo. Lo stomaterapista è uno dei professionisti che si prende cura della persona a cui viene realizzata una stomia già prima dell’intervento chirurgico, la assiste e la supporta durante il periodo di degenza, dopo la dimissione e ogni volta che l’assistito presenta bisogni sanitari correlati alla stomia e alla sua gestione. 

 

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