Irrigazione nella stomia: come e perché

 

L’irrigazione della stomia, cioè l’introduzione di acqua nel colon attraverso lo stoma, riduce la fuoriuscita incontrollata di feci e gas intestinali per circa 2 giorni.

 

 

L’irrigazione della stomia può essere considerata una pratica riabilitativa della continenza fecale compromessa con l’intervento chirurgico di realizzazione della stomia e consiste nell’introduzione di circa 700 -1000 millilitri di acqua potabile tiepida nell’intestino attraverso la stomia.

L’acqua introdotta aumenta il volume e la pressione entro l’intestino, favorendo così la contrazione del colon che fa progredire ed espellere dalla stomia il contenuto intestinale.

 

Le prime irrigazioni sono effettuate dallo stomaterapista/infermiere che contemporaneamente insegna la tecnica alla persona stomizzata e/o al caregiver, in modo da renderli capaci di farla in autonomia al proprio domicilio. 

 

La procedura è semplice e prevede pochi delicati passaggi. Al momento dell’esecuzione, è utile tenere a portata di mano il kit di irrigazione della stomia che contiene il seguente materiale:

·       una sacca di plastica graduata, detta irrigatore, che serve per contenere l’acqua necessaria all’irrigazione; questa è dotata di un tubo deflussore provvisto di un morsetto per regolare la velocità del flusso d’acqua;

·       un cono morbido da collegare al tubo deflussore che, posizionato nella stomia, impedisce all’acqua che viene immessa nell’intestino di refluire durante la fase di introduzione;

·       una sacca di scarico aperta sui due lati:

1.    la parte in alto, dotata di placca adesiva, consente di posizionare il cono nella stomia al fine di introdurre l’acqua nell’intestino,

2.    la parte in basso consente di immettere direttamente nel water le feci espulse con l’irrigazione;

·       2 mollette per chiudere la parte in alto della sacca una volta introdotta l’acqua nel colon, per evitare imbrattamenti durante l’espulsione delle feci.

 

L’irrigazione a scopo riabilitativo, se fatta regolarmente, offre alla persona con colostomia molteplici vantaggi in termini di qualità di vita, perchè:

·       regolarizza l’evacuazione delle feci;

·       riduce i fastidi provocati da gas, rumori e odori intestinali;

·       riduce il rischio di dermatiti e altre infiammazioni della pelle intorno allo stoma;

·       permette di utilizzare un dispositivo con dimensioni ridotte: copristoma o minisacca;

·       la ritrovata continenza favorisce la ripresa delle relazioni con gli altri e le abitudini di vita sociale e lavorativa.

 

Va precisato che non tutti possono effettuare l’irrigazione della stomia per riabilitare la continenza, tale pratica può essere adottata solo da persone che hanno una colostomia o una sigmoidostomia e su indicazione da parte di personale sanitario esperto.

 

L’irrigazione intestinale è controindicata se la persona con colostomia è:

·         affetto da patologie infiammatorie croniche dell’intestino (Morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa, diverticolosi, sindrome del colon irritabile),

·         in presenza di alcune complicanze (ernia peristomale, prolasso della stomia).

·         in concomitanza all’effettuazione di chemioterapia e/o radioterapia.

 

 

La disabilità fisica o psichica, condizioni igienico-sanitarie precarie ed il rifiuto dello stomizzato possono, inoltre, costituire delle controindicazioni all’adozione di questa pratica.  

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