L'impatto della stomia nell'adolescenza

 

L’adolescenza è una tappa della vita molto impegnativa e l’aggiunta di una stomia ai naturali cambiamenti del corpo rende questo periodo ancora più difficile.

 

Nell’infanzia e nell’adolescenza la stomia rappresenta una misura terapeutica chirurgica provvisoria o definitiva per fare fronte a malformazioni congenite, ostruzioni intestinali, neoplasie e traumi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in età infantile (0-10 anni) la stomia è prevalentemente temporanea e principalmente dovuta a malattie come il megacolon congenito (malattia di Hirschsprung), il volvolo intestinale, l’agenesia (mancanza o arresto di sviluppo di un organo o di una parte del corpo) o come trattamento adiuvante dell’atresia anorettale.

Negli adolescenti (dai 10 ai 20 anni), invece, la stomia è la risposta chirurgica ad una malattia di natura traumatica, a seguito di incidenti automobilistici o domestici.

 

Faccia a faccia tra stomia ed autostima

L'esperienza clinica suggerisce che gli adolescenti rappresentano una categoria a rischio emotivo soprattutto perché alle possibili fasi di aggravamento o di riacutizzazione dei sintomi della malattia che ha portato all’intervento chirurgico si aggiunge il cambiamento dell’immagine corporea, che rappresenta un’ulteriore difficoltà nella gestione quotidiana della stomia.

Diversi studi suggeriscono che, dopo l’operazione chirurgica, questi adolescenti sperimentano problemi di autostima, rifiuto dell’aspetto fisico, identità sessuale, indipendenza, imbarazzo, dolore e perdita di controllo. A questi problemi si possono associare timore, rabbia, stati d’ansia e depressione che influiscono negativamente anche sui rapporti sociali. Queste criticità possono essere ridotte al minimo grazie alla collaborazione tra personale sanitario, familiari e adolescente e ad un suo coinvolgimento nel processo decisionale.

 

La paura di dover rinunciare ad amici e sport

Una delle preoccupazioni più importanti per i giovani, infatti, è come la stomia possa influire sulle relazioni sociali. Dopo aver subito un intervento di realizzazione di una stomia, il ritorno a scuola può essere scoraggiante o addirittura spaventoso. Raccontare ad un amico/a o ad un nuovo ragazzo/a della stomia può essere difficile, ma riuscire ad aprirsi e condividere la propria esperienza è di notevole aiuto.

Anche lo sport è una parte significativa nella vita di un adolescente. La stomia non impedisce di riprendere o cominciare un’attività sportiva, una volta che è trascorso il periodo di convalescenza post-intervento. Gli sport da evitare con una stomia sono quelli “di contatto” o che richiedono un eccessivo sforzo fisico come la lotta, il pugilato, le arti marziali, il rugby e il sollevamento pesi. Al contrario, una persona con stomia può praticare senza timori il tennis, la pallacanestro, la pallavolo, la pallamano, la marcia, la corsa, il ciclismo, il calcio, il nuoto, il pattinaggio, lo sci e il tiro con l’arco.

La promozione di una sana autostima e di un adeguamento psicosociale per questi adolescenti e le loro famiglie rappresenta una sfida clinica continua. Trovare modi efficaci per ridurre al minimo lo stress e l'imbarazzo e ridefinire la vergogna personale costituiscono importanti priorità cliniche. Il sostegno degli amici e il dialogo familiare possono contribuire ad alleviare le preoccupazioni e ad alleggerire il carico emotivo degli uomini e donne di domani.

 

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