L’intestino-cervello

 

Perché l’intestino è l'unico organo del corpo che ha bisogno del proprio "cervello"? È coinvolto solo nella digestione o fa molto di più?

 

Il ruolo dell’intestino è molto più importante di quanto si pensi e si sente sempre più spesso parlare di questo organo come di un secondo cervello. Questo perché nel tratto digerente è presente il sistema nervoso gastroenterico, composto da cellule nervose che si estendono dall’esofago, la prima parte del sistema gastrointestinale, fino all’ano che è la parte finale dell’intestino. È così esteso che può lavorare in modo indipendente dal cervello, anche se sono in costante comunicazione. Il sistema nervoso gastroenterico riceve impulsi, registra esperienze e risponde alle emozioni e agli stati d’animo provocati sia da stimoli interni che esterni, proprio come avviene nel cervello.

 

Sistema gastroenterico e controllo della digestione

Anche il benessere intestinale, così come quello mentale, influenza lo stato di salute generale del nostro corpo. Il cervello e il sistema gastroenterico sono strettamente connessi e sono in grado di influenzarsi a vicenda. Ad esempio, il pensiero di mangiare può liberare i succhi gastrici ancor prima che il cibo arrivi allo stomaco! Ciò avviene grazie a controlli nervosi che sono responsabili anche del controllo della frequenza cardiaca e della respirazione. Il sistema gastroenterico regola il passaggio del cibo attraverso l'intestino, la produzione dei succhi gastrici e di muco intestinale, che protegge la mucosa il rivestimento di questo organo dall’azione degli acidi e degli enzimi digestivi.

Anche la peristalsi intestinale è regolata dal sistema nervoso gastroenterico, che ne controlla la contrazione della muscolatura liscia e l’assorbimento di acqua attraverso le pareti grazie alla produzione di serotonina. Questa sostanza interviene anche nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita.

 

L’intestino sa “emozionarsi” e difenderci dalle malattie

Il cervello comunica con l'intestino per controllare la digestione anche attraverso l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che adatta la capacità del corpo di reagire allo stress (fisico, psicologico e metabolico) attraverso la liberazione di ormoni. L’asse non solo invia messaggi al cervello sullo stato di salute dell’intestino, ma permette al cervello di influenzare direttamente l'ambiente intestinale.

Rabbia, ansia, depressione e molti altri sentimenti possono influenzare negativamente il funzionamento del sistema nervoso gastroenterico e molti disturbi come stipsi o costipazione originano da problemi all'interno del secondo cervello.

La mucosa intestinale è, poi, dotata di un vero e proprio sistema immunitario in grado di difenderci dagli agenti esterni. A questa barriera di difesa partecipa anche la flora batterica intestinale, l’insieme di batteri che popola l’intestino e che vive in un equilibrio influenzato da stress, alimentazione e igiene. Quando l’equilibrio viene a mancare, prendono il sopravvento batteri nocivi che possono compromette la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, soprattutto di lipidi e vitamine, portando a distensione addominale, dolore, meteorismo e diarrea acquosa. Una condizione di scarsa idratazione può essere particolarmente grave e rischiosa in presenza di una ileostomia, perché può portare a modificazioni della posizione dello stoma e irritazioni della zona peristomale dove viene inserito il dispositivo di raccolta delle feci.

Per questo motivo mantenere una sana ed equilibrata flora intestinale è fondamentale per garantire il corretto funzionamento dell’apparato digerente.

 

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