Le fibre fanno bene o male?

 

Le fibre influenzano il transito delle feci nel colon e il loro inserimento nella dieta dipende dal tipo di stomia e conseguente alterazione della regolarità intestinale.

 

 

Le fibre hanno un ruolo importantissimo nella dieta, anche se sono prive di valore nutrizionale. Assumerle regolarmente favorisce la regolarità intestinale, agendo sulla consistenza delle feci e sull’attività della flora batterica presente nel colon.

Le fibre sono formate da un insieme di zuccheri non digeribili e da composti di origine vegetale, vengono suddivise in fibre solubili e insolubili a seconda che si sciolgono o meno in acqua. La maggior parte degli alimenti contiene entrambi i tipi di fibre, con una prevalenza di una o sull’altra.

·      Fibre solubili: sono presenti nei legumi e nella frutta che contengono pectine, gomme e mucillagini. A contatto con l’acqua, queste fibre formano una pellicola gelatinosa che impedisce all’organismo di assorbire grassi e zuccheri, con benefici nei confronti dei valori di glicemia e colesterolo.

·       Fibre insolubili: si trovano nei cereali integrali, verdure e frutti con guscio ricchi di cellulose e lignine. Queste fibre assorbono acqua dall’intestino e accelerano il tempo di evacuazione, idratando e aumentando, al tempo stesso, il volume della massa fecale. Per tale motivo, le fibre insolubili vengono consigliate soprattutto a chi soffre di stitichezza.

L’organismo ha bisogno di 25-30 grammi di fibre al giorno che si possono ottenere attraverso l’assunzione di alimenti (frutta, verdura, cereali integrali e legumi) o integratori ricchi di fibre. Assumere poche fibre può causare la perdita della flora batterica che risiede nell’intestino, che prende parte alla corretta digestione dei nutrienti e impedisce la proliferazione di batteri nocivi e virus.

Dopo la realizzazione della stomia l’educazione nutrizionale è parte integrante di tutto il percorso riabilitativo. Le persone che hanno una stomia non devono seguire diete restrittive, ma semplicemente adottare alcune modifiche alimentari per favorire il recupero della regolarità intestinale. Alcuni problemi come la stipsi, la diarrea, il meteorismo, i cattivi odori, meno controllabili per la mancanza dello sfintere, possono essere superati con l’ausilio di alcuni semplici provvedimenti.

·         Prima che l’intestino riprenda la sua regolarità con l’emissione di feci normali possono passare dei mesi dall’intervento di realizzazione della stomia.

·      Nelle prime 6-8 settimane post-intervento è consigliato limitare il consumo di alimenti ricchi di fibre, per evitare evacuazioni frequenti. La persona con stomia nell’immediato post-operatorio deve limitare il consumo di alimenti ricchi di scorie, come i cereali integrali, e consumare la frutta senza buccia e preferibilmente centrifugata.

·         Trascorso il periodo di convalescenza, il consumo di fibre viene integrato nella dieta a seconda del tipo di stomia e dell’alterazione della regolarità intestinale che ne consegue.

o    Colostomie di destra e ileostomie: le feci sono tendenzialmente liquide con il rischio di perdere troppa acqua e sali minerali. In questo caso, l’educazione alimentare si basa sulla scelta di cibi che aumentano la consistenza delle feci (riso e alimenti ricchi in pectina come la purea di mele e le banane mature).

o    Nelle colostomie di sinistra prevalgono i problemi di natura meccanica, legati sia all’espulsione delle feci che alla formazione di gas e cattivi odori, con un maggior rischio di stipsi. Questo disturbo può essere risolto assumendo più fibre attraverso il consumo di frutta, verdura e cereali, aumentando l’assunzione d’acqua e facendo uso di integratori nutrizionali contenenti fibre solubili che aumentano la massa delle feci, accelerano il transito e migliorano l’evacuazione.

 

Abitudini alimentari che includono l’assunzione di una giusta quantità di fibre giornaliere associate ad una moderata attività fisica favoriscono il recupero della regolarità intestinale.  

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