Peristalsi intestinale: come funziona

 

La peristalsi intestinale garantisce un corretto assorbimento di nutrienti e l’eliminazione delle feci, ma ci sono disturbi che disturbano la sua azione sulla regolarità intestinale.

 

Il cibo assunto con la dieta attraversa tutto lo stomaco e l’intestino, che insieme ad altri organi del corpo sono responsabili della digestione, assorbimento e scarto delle sostanze in esso contenute. Il passaggio degli alimenti nell’intestino avviene grazie all’azione di diversi muscoli, circolari e allungati, che permettono al cibo di passare attraverso tutto l’intestino (che è lungo oltre 6 metri!) fino all’espulsione degli scarti con le feci.

 

Contrazioni e distensioni muscolari spingono il cibo lungo l’intestino

Proviamo a spiegare come si muove il cibo nell’intestino dividendo la peristalsi intestinale in due fasi: mescolamento e progressione.

Appena dopo il pasto, avviene la fase di mescolamento, durante la quale le contrazioni dei muscoli intestinali continuano a mettere a contatto il cibo con le pareti dell’intestino, che recuperano acqua e sostanze nutritive in esso contenute. Questo movimento lento si ottiene dalla contrazione di due parti di intestino vicine, dette segmenti, che muovono il cibo senza farlo procedere oltre a dove si trova.  Dopo che il cibo è stato digerito e le sostanze nutritive assorbite, è necessario allontanare tutto il materiale non digerito ed eliminarlo per lasciare il posto per l’arrivo di altro cibo. In questa fase della digestione, i muscoli circolari e allungati si alternano nella contrazione e spingono il materiale di scarto lungo l’intestino per essere eliminato attraverso le feci. Il tutto dura pochissimi secondi e si ripete fintanto che il cibo è presente nell’intestino. Avete presente il verme ad anelli che esce dopo la pioggia? Ecco, è come vedere i muscoli circolari e allungati mentre si contraggono, solo che a muoversi in avanti è il cibo contenuto nell’intestino e non l’organo stesso!

 

Chi comanda la peristalsi intestinale?

Il movimento del cibo durante la digestione è comandato dalla parte “involontaria” del sistema nervoso e dei muscoli presenti negli organi. Tutto avviene senza che ci accorgiamo o che interveniamo, come accade per la respirazione, e questa regolarità intestinale è ancora più importante nelle persone con stomia.

Quando il cibo arriva nell’intestino preme contro le pareti dell’organo, che trasmettono al sistema nervoso l’informazione che c’è qualcosa da digerire. Il sistema nervoso involontario, a sua volta, trasmetterà lo stimolo ai muscoli intestinali di iniziare a lavorare finchè ci sarà materiale dentro l’intestino.

E lo stimolo di andare in bagno? È dato da un terzo tipo di movimento dell’intestino, detto di massa, in cui il tratto di intestino che si trova dietro alle feci si restringe e le spinge in avanti. Quando le feci arrivano in fondo al percorso intestinale, percepiamo lo stimolo di andare in bagno. Il movimento di massa avviene mediamente tre o quattro volte al giorno e l’eliminazione delle feci va in media da una scarica ogni due giorni fino a tre al giorno.

 

Un movimento che dipende da uno stile di vita corretto

Tutto il meccanismo di contrazione e distensione che generano la peristalsi intestinale sono una concatenazione di eventi con modi e tempi che possiamo favorire, grazie ad un’alimentazione corretta e al mantenimento di un intestino pulito e sano. La peristalsi intestinale condiziona la qualità di vita ed è per questo che è importante pensare al nostro intestino conoscendo le cause che possono alterare l’equilibrio di questi movimenti coordinati.

Una peristalsi intestinale rallentata, che si manifesta con stitichezza, è dovuta a:

  • una dieta povera di fibre e ricca di grassi animali e zuccheri raffinati;
  • disidratazione o mancanza di sali minerali, soprattutto se si tratta di calcio e potassio;
  • gravidanza e viaggi;
  • scarsa attività fisica;
  • l’assunzione di alcuni farmaci;
  • alcune patologie croniche dell’intestino come la diverticolosi (link a nuovo articolo), le malattie infiammatorie croniche intestinali, l’occlusione intestinale parziale o totale, il tumore del colon-retto o tumori vicini che possono comprimere l’intestino e malattie del sistema nervoso che riducono la contrazione dei muscoli intestinali.

Al contrario, le cause più frequenti di un aumento della peristalsi intestinale, che solitamente si manifesta con diarrea, è riconducibile a:

infezioni virali, batteriche o parassitarie.

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