Stomia e diritto al lavoro

 

La persona con stomia deve potersi riappropriare della propria quotidianità, incluso il lavoro, con garanzia di potersi occupare della corretta gestione del nuovo organo.

 

Dopo il periodo di convalescenza post-intervento, la persona stomizzata può gradualmente riprendere la propria quotidianità e reinserirsi nella vita sociale e professionale.

Ogni anno in Italia sono molte le persone in età lavorativa che per malattia o traumi devono essere sottoposte ad intervento chirurgico che prevede la realizzazione di una stomia.

Questa nuova condizione può richiedere alcune variazioni nell’attività professionale svolta prima dell’intervento chirurgico, al fine di evitare l’insorgenza di problemi alla stomia e favorire il mantenimento del benessere psico fisico e sociale. 

I lavori cosiddetti “pesanti”, come sollevare pesi, lavorare all’aperto e al sole, chinarsi o alzare le braccia sopra la testa sono attività che possono aumentare il rischio di ernia nella zona circostante la stomia, per cui vanno evitati. Nessuna limitazione, invece, per i lavori di tipo intellettuale, a patto che il mantenimento della posizione seduta per la loro effettuazione sia intervallato con momenti di attività motoria.

 

Il reinserimento nel mondo del lavoro di persone con stomia è un diritto tutelato da una legislazione corposa che tocca tematiche sensibili quali la flessibilità dell’orario di lavoro e il diritto di usufruire del tempo necessario a garantire una gestione corretta della stomia. In particolare:

·      il datore di lavoro deve dotare i luoghi di lavoro di misure idonee per consentire alla persona con stomia la mobilità e l’utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale per poter svolgere le attività necessarie alla gestione della sua stomia. (Decreto del Presidente della Repubblica n. 303/56 sulle norme generali per l’igiene del lavoro e gli obblighi del datore di lavoro);

·      ogni disabile, sottoposto a visita medica collegiale, deve necessariamente svolgere una mansione lavorativa più consona alla propria patologia o disabilità (DPR 270/87 – DPR394/90 -  Legge 274/91);

·      la visita medica di accertamento dell’accesso all’invalidità civile viene effettuata dalla Commissioni Medica A.S.L. per il riconoscimento dell’invalidità civile (per legge è obbligatoria la presenza di un chirurgo o urologo “esperto” nella riabilitazione enterostomale (art 4, Legge 104/92); in particolare l’articolo 3 della stessa legge assicura allo stomizzato il riconoscimento dell’handicap e tale riconoscimento è uno dei requisiti per poter godere di alcuni benefici ed agevolazioni tributarie e fiscali previsti, come la possibilità di usufruire di permessi di una e/o due ore di permesso giornaliero e/o sei mezze giornate e/o di tre giorni mensili retribuiti dall’I.N.P.S.;

·      ai lavoratori affetti da patologie oncologiche è riconosciuta la possibilità di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e, viceversa, quando il miglioramento delle condizioni di salute consentirà loro di riprendere il normale orario di lavoro. Alla ripresa dell’attività lavorativa, il dipendente è libero di optare per il tempo pieno o per il part-time, con stipendio proporzionale alle ore di lavoro effettive (art.46, lettera t, del D.L 276/2003);

·      in base ai criteri e le modalità per la ripartizione fra le Regioni delle disponibilità del Fondo nazionale per il diritto al lavoro ai disabili (D.L. 91/2000):

o  un’invalidità superiore al 45%, consente l’iscrizione in “specifico elenco provinciale e/o locale”;  

o  un’invalidità compresa tra il 67 ed il 79% consente una fiscalizzazione del 50% per cinque anni;

o  un’invalidità superiore al 79% consente una fiscalizzazione totale per 8 anni;

o  una riduzione della capacità lavorativa del 50% consente un rimborso INPS forfettario, utilizzabile per gli adeguamenti strutturali (rimozione delle barriere architettoniche, adattamento posto i lavoro, apprestamento di tecnologie di telelavoro, adeguamento bagni, ecc...);

o  gli invalidi al 100% possono lavorare con le capacità residue.

 

Se con la ripresa dell’attività professionale si riscontrano difficoltà correlate alla propria condizione di salute e alla presenza della stomia è opportuno riferirle al medico del lavoro e al proprio datore di lavoro.

 

Trovare insieme soluzioni dignitose volte a soddisfare le proprie esigenze e quelle del datore di lavoro contribuisce a mantenere un armonioso equilibrio dei diritti-doveri di entrambe le parti. 

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